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Trasparenza retributiva in Spagna

Bozza pubblicata Ultimo aggiornamento 15 Ottobre 2026
  • Richieste di informazioni retributive Proposta

    Il proprio livello retributivo e i livelli retributivi medi, distinti per sesso, delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore

    Prevista nella bozza pubblicata, non ancora in vigore.

  • Tempi di risposta 2 mesi

    Ogni richiesta fa partire il conto alla rovescia. Per rispondere servono strutture retributive e raggruppamenti per pari valore già definiti.

In Spagna esistono già regole sulla trasparenza retributiva. I Reali Decreti 901/2020 e 902/2020 impongono un registro retributivo e, per molti datori di lavoro, piani per la parità e audit retributivi. Queste regole restano in vigore oggi, indipendentemente dall’esito della direttiva UE.

Il 3 agosto 2026 il governo ha pubblicato una bozza di Real Decreto che modificherebbe il RD 902/2020 per allineare in parte la Spagna alla direttiva sulla trasparenza retributiva. La consultazione pubblica è aperta fino al 24 agosto 2026: si tratta quindi di una proposta, non ancora di una legge da rispettare.

La bozza introdurrebbe un diritto dei dipendenti all’informazione retributiva, un termine di risposta di due mesi e un obbligo graduale di comunicazione sul divario retributivo a partire da 50 dipendenti. Nulla di tutto questo vincola i datori di lavoro finché un Real Decreto definitivo non sarà adottato e pubblicato nel BOE.

Il provvedimento

Legge o provvedimento
Bozza di Real Decreto che modifica il Real Decreto 902/2020 per recepire in parte la direttiva (UE) 2023/970; i Reali Decreti 901/2020 e 902/2020 restano in vigore
Decorrenza degli obblighi principali
Giorno successivo alla pubblicazione nel BOE (proposta)
A chi si applica
Tutti i datori di lavoro tengono un registro retributivo; piani per la parità e audit retributivi si applicano in genere da 50 dipendenti

Cosa prevede la legge

Altri 2 aspetti sono ancora in verifica sulle fonti ufficiali.

Spagna: le differenze rispetto alla direttiva

La Spagna affianca al regime in vigore del RD 901/2020 e del RD 902/2020, con registro e audit retributivi, una bozza di recepimento parziale del 3 agosto 2026. La bozza propone la comunicazione da 50 dipendenti, la prima comunicazione per chi ha 150 o più dipendenti entro il 7 giugno 2027 e per la fascia 50-149 entro il 7 giugno 2031, informazioni ai dipendenti su base annua e oraria e un percorso nazionale di correzione tramite audit invece di una soglia fissa del 5% per la valutazione congiunta delle retribuzioni. La giurisprudenza attuale del Tribunal Supremo (STS 1302/2024; STS 620/2026) conferma che il registro retributivo in vigore non crea un diritto generale a conoscere le retribuzioni di colleghi identificabili.

Almeno su un punto le norme nazionali vanno oltre i requisiti minimi della direttiva: prepararsi solo sullo standard UE qui non basta.

Cosa significa per i datori di lavoro

Per ora i tuoi obblighi in Spagna sono quelli già fissati dai Reali Decreti 901/2020 e 902/2020: tenere aggiornato il registro retributivo e, se superi le soglie attuali, gestire piani per la parità e audit retributivi. La direttiva non cambia ancora questa base.

Vale la pena leggere la bozza con attenzione, perché estenderebbe gli obblighi anche alle imprese più piccole rispetto a molti altri paesi UE, con la comunicazione già da 50 dipendenti. Se adottata così com’è, i datori di lavoro più grandi avrebbero il primo ciclo di comunicazione entro il 7 giugno 2027 e quelli con 50-149 dipendenti entro il 7 giugno 2031.

  • Mantieni attivi i controlli attuali previsti da RD 901/2020 e RD 902/2020: registro retributivo e, se rientri nelle soglie dimensionali, piani per la parità o audit.
  • Esamina la bozza di Real Decreto prima del 24 agosto 2026 se vuoi inviare osservazioni, e segui la versione definitiva pubblicata.
  • Imposta un processo per le richieste di informazioni retributive, con un termine di risposta di due mesi e confronti per livello retributivo e per sesso all’interno delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
  • Valuta cosa comporterebbe per te la comunicazione da 50 dipendenti, compresa quale delle due date proposte per il primo ciclo si applicherebbe al tuo organico.
  • Tieni presente cosa resta da definire: la bozza non regola ancora la pubblicazione della fascia retributiva né il divieto di chiedere la retribuzione precedente, quindi trattali come questioni aperte e non come regole certe.

Controlli e questioni aperte

Autorità competente
Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale; Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale
Organismo per la parità
Instituto de las Mujeres
Cosa potrebbe ancora cambiare
La consultazione pubblica si è chiusa il 24 agosto 2026; tutti gli obblighi della bozza restano proposte e al 29 agosto non risultava alcuna adozione definitiva nel BOE. La STS 620/2026 rafforza l’attuale limite dell’art. 28.2 ET e del RD 902/2020: la trasparenza richiede dati aggregati sufficienti, non un diritto generale a conoscere la retribuzione di ogni singolo collega, e rileva il principio di minimizzazione del GDPR. Non va generalizzato: la STS 727/2026 conferma che la normativa sulla trasparenza nel settore pubblico può fondare l’accesso individualizzato alle retribuzioni dei dipendenti pubblici. L’accordo di cooperazione del 22 luglio tra Instituto de las Mujeres e ITSS rafforza la preparazione ai controlli, ma non crea nuovi obblighi per i datori di lavoro.

Domande frequenti

La direttiva UE sulla trasparenza retributiva è già legge in Spagna?

No. Le regole spagnole specifiche per la direttiva esistono solo come bozza di Real Decreto pubblicata il 3 agosto 2026 e aperta alla consultazione pubblica fino al 24 agosto 2026. Oggi è in vigore il regime preesistente dei Reali Decreti 901/2020 e 902/2020.

Quale soglia propone la Spagna per la comunicazione sul divario retributivo?

La bozza propone la comunicazione da 50 dipendenti, con un modello in cui il calcolo spetta al datore di lavoro e con i sette indicatori UE. Le prime scadenze proposte sono il 7 giugno 2027 per i datori di lavoro più grandi e il 7 giugno 2031 per quelli con 50-149 dipendenti, ma date e soglia non sono ancora definitive.

I dipendenti in Spagna avrebbero il diritto di chiedere informazioni sulla retribuzione?

Secondo la bozza, sì: i dipendenti potrebbero chiedere il proprio livello retributivo e la retribuzione media, distinta per sesso, delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, con un termine di risposta proposto di due mesi. Il diritto è proposto, non ancora in vigore.

In Spagna ci sono regole sulla fascia retributiva o sulla retribuzione precedente?

La bozza attuale non le definisce ancora. Finché il Real Decreto non sarà definitivo, conviene considerare sia la pubblicazione della fascia retributiva sia l’eventuale divieto di chiedere la retribuzione precedente come questioni aperte.

Chi vigila sugli obblighi di trasparenza retributiva in Spagna?

Le autorità competenti sono il Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale e l’Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale. L’Instituto de las Mujeres svolge il ruolo di organismo per la parità.

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Author

Karl Engelvuori

Co-founder, CEO

Karl Engelvuori is the co-founder and CEO of Evenpay. At Evenpay he leads sales, partnerships and thought leadership, helping European employers turn pay transparency from a compliance requirement into a competitive strength.

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