Spagna: il Tribunal Supremo chiarisce il confine tra trasparenza retributiva e accesso alle retribuzioni individuali
Il Tribunal Supremo spagnolo ha ribadito che l'attuale disciplina del registro retributivo richiede dati aggregati su retribuzione media e mediana e non crea un diritto generale a conoscere le retribuzioni di colleghi identificabili. La bozza di recepimento del 3 agosto resta una bozza: l'audizione pubblica si è chiusa il 24 agosto.
Cosa è cambiato
La STS 620/2026 (1 luglio 2026) ha confermato la SAN 115/2025 e ha applicato di nuovo la STS 1302/2024: l'art. 28.2 ET e il RD 902/2020 richiedono informazioni su retribuzione media e mediana, non dati retributivi identificabili lavoratore per lavoratore, e rileva anche il principio di minimizzazione del GDPR. L'analisi approfondita ha inoltre aggiornato a «chiusa» l'audizione del MITES e chiarito diversi meccanismi della bozza: informazioni annue e orarie ai sensi dell'articolo 10, richieste una volta l'anno o in caso di variazioni, periodi di riferimento dell'articolo 11, accesso della RLT alla metodologia e correzione entro sei mesi dopo l'audit.
Cosa significa per i datori di lavoro
I datori di lavoro non dovrebbero interpretare gli attuali diritti spagnoli sul registro retributivo come un obbligo generalizzato di rivelare le retribuzioni di colleghi identificabili. Conviene mantenere dati solidi, aggregati e per lavoro di pari valore, e preparare la procedura prevista dalla bozza: retribuzione individuale più medie dei comparatori distinte per sesso. I datori di lavoro pubblici devono svolgere un'analisi separata della base giuridica, perché la normativa spagnola sulla trasparenza nel settore pubblico può consentire un accesso più ampio alle retribuzioni individuali.
Questo aggiornamento è curato da Evenpay sulla base di fonti primarie ufficiali. Ha carattere informativo generale, non costituisce consulenza legale e descrive la situazione alla data indicata.