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Trasparenza retributiva in Bulgaria

Bozza pubblicata Ultimo aggiornamento 16 Ottobre 2026
  • Richieste di informazioni retributive Proposta

    Propria retribuzione più retribuzione media, ripartita per sesso, dei lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore; se la divulgazione rischia di rendere identificabile la retribuzione individuale di un altro lavoratore, le informazioni passano tramite il sindacato aziendale e/o la Commissione per la protezione contro la discriminazione.

    Prevista nella bozza pubblicata, non ancora in vigore.

  • Tempi di risposta 2 mesi per la prima risposta; 14 giorni per chiarimenti motivati (proposto)

    Ogni richiesta fa partire il conto alla rovescia. Per rispondere servono strutture retributive e raggruppamenti per pari valore già definiti.

  • Vietato chiedere la retribuzione precedente

    I candidati conoscono la fascia retributiva prima del colloquio e il datore di lavoro non può chiedere quanto guadagnano oggi.

La Bulgaria è ancora alla fase di bozza nell’attuazione della direttiva UE sulla trasparenza retributiva. Il governo ha pubblicato una proposta di modifica della legge sulla protezione contro la discriminazione, che porterebbe i requisiti della direttiva nel diritto nazionale, e ha svolto una consultazione pubblica sul testo tra maggio e giugno 2026.

Non è stata ancora individuata alcuna misura definitiva approvata. Gli obblighi principali che i datori di lavoro dovranno rispettare, come il diritto all’informazione retributiva, la fascia retributiva negli annunci e la comunicazione sul divario retributivo di genere, sono quindi proposti ma non ancora in vigore.

L’ambito proposto è nazionale e riguarda sia il lavoro pubblico sia quello privato. Finché il Parlamento non approverà una versione definitiva, tutto il contenuto della bozza va considerato suscettibile di modifiche.

Il provvedimento

Legge o provvedimento
Disegno di legge approvato dal governo che modifica la legge sulla protezione contro la discriminazione per attuare la direttiva (UE) 2023/970 (Assemblea nazionale, ID disegno di legge 167545)
Decorrenza degli obblighi principali
Dal giorno della promulgazione nella Gazzetta di Stato (proposto), salvo comunicazione e valutazione congiunta ai §§4-5: 7 giugno 2027 per 150+ dipendenti e 7 giugno 2031 per 100-149
A chi si applica
Le regole nazionali proposte riguarderebbero il lavoro pubblico e privato. Le regole principali su selezione e informazioni si applicherebbero a tutti i datori di lavoro; comunicazione sul divario e valutazione congiunta si applicherebbero da 100 dipendenti con decorrenza scaglionata, e i lavoratori somministrati da agenzie presso l’impresa rientrerebbero nel calcolo dell’organico ai fini della comunicazione.

Cosa prevede la legge

Bulgaria: le differenze rispetto alla direttiva

Il disegno di legge depositato 52-602-01-42 prevede informazioni sulla retribuzione di base iniziale o sulla relativa fascia, sulle maggiorazioni fisse e sul contratto collettivo, ma l’art. 12(4) non specifica forma né tempistica della comunicazione e non impone la pubblicazione nell’annuncio. Per i titoli di lavoro neutri rispetto al genere resta un’eccezione legata alla classificazione legale. L’art. 14a prevede due mesi per la prima risposta e 14 giorni per i chiarimenti; l’informativa annuale sui diritti andrebbe data entro il 31 gennaio. La comunicazione riguarderebbe sette indicatori; un divario ingiustificato del 5% in una categoria, non risolto dopo sei mesi, farebbe scattare la valutazione congiunta, seguita da un distinto periodo di un anno per i rimedi.

Cosa significa per i datori di lavoro

Poiché in Bulgaria le regole sono ancora in bozza, per ora non hai obblighi giuridici. La direzione però è abbastanza chiara da rendere rischioso aspettare la legge definitiva, anche perché diverse regole specifiche (diritto all’informazione retributiva, obblighi sulla fascia retributiva ed eventuale divieto di chiedere la retribuzione precedente) non sono ancora confermate nel dettaglio.

  • Segui l’esito della consultazione: la bozza è stata sottoposta a consultazione pubblica nel 2026 e potrebbe essere rivista prima dell’approvazione.
  • Inizia a mappare il processo di selezione: se verrà confermato l’obbligo di indicare la fascia retributiva, conviene avere annunci e tracce dei colloqui pronti da adeguare.
  • Rivedi cosa comunichi ai dipendenti sulle retribuzioni: un futuro diritto all’informazione retributiva permetterebbe ai lavoratori di chiedere i livelli retributivi, quindi è utile sapere già ora quali dati potresti fornire.
  • Tieni d’occhio i due organismi di controllo: il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Commissione per la protezione contro la discriminazione sono entrambi indicati in relazione a questa misura, e la Commissione è l’organismo per la parità bulgaro.
  • Non fissare ancora un calendario per la comunicazione: le prime scadenze per i datori di lavoro grandi e medi non sono state ancora analizzate né confermate, quindi evita di impegnarti su date non ancora definite.

La cosa più utile da fare ora è preparare le basi, cioè prassi di selezione, dati retributivi e comunicazione interna, senza dare per definitivo il testo attuale della bozza.

Controlli e questioni aperte

Autorità competente
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; Commissione per la protezione contro la discriminazione
Organismo per la parità
Commissione per la protezione contro la discriminazione
Cosa potrebbe ancora cambiare
Il disegno di legge depositato resta una proposta. Il parere firmato dalla KZD il 29 settembre 2026 si oppone all’approvazione nella forma attuale e chiede un’ampia rielaborazione, citando indipendenza istituzionale, risorse, metodologia di comunicazione e incoerenze redazionali. Le scadenze più brevi, le sanzioni e lo scaglionamento rivisto che suggerisce sono raccomandazioni, non norme operative del disegno di legge. L’art. 14b(9) e il paragrafo transitorio 14 indicano autorità diverse per l’emanazione del regolamento. La decorrenza 2030 proposta nel parere per i datori di lavoro con 150-249 dipendenti non sostituisce quella 2027 proposta nel disegno di legge depositato.

Domande frequenti

La legge bulgara sulla trasparenza retributiva è già in vigore?

No. Si tratta di una bozza pubblicata di modifica della legge sulla protezione contro la discriminazione, che attuerebbe la direttiva UE 2023/970 ed è stata sottoposta a consultazione pubblica tra maggio e giugno 2026. Non è stata individuata alcuna misura definitiva approvata, quindi gli obblighi principali per i datori di lavoro restano in sospeso.

Chi vigilerà sulle regole di trasparenza retributiva in Bulgaria?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Commissione per la protezione contro la discriminazione sono entrambi indicati come autorità di riferimento. La Commissione è anche l’organismo per la parità bulgaro. I rispettivi ruoli di controllo dipenderanno dal testo definitivo approvato.

Cosa coprirebbero le regole bulgare sulla trasparenza retributiva una volta approvate?

Le regole proposte si applicherebbero a livello nazionale, sia al lavoro pubblico sia a quello privato. I dettagli sul diritto all’informazione retributiva, sulla fascia retributiva negli annunci e su un eventuale divieto di chiedere la retribuzione precedente non sono ancora stati analizzati né confermati nella bozza pubblicata.

Quando partono in Bulgaria le scadenze per la comunicazione sul divario retributivo di genere?

Le prime scadenze di comunicazione per i datori di lavoro con 250 o più dipendenti e per quelli con 100–149 dipendenti non sono ancora state analizzate. La data di avvio degli obblighi principali risulta al momento in sospeso, quindi non è possibile confermare alcuna scadenza.

La Bulgaria va oltre quanto richiesto dalla direttiva UE?

Al momento non è chiaro se la bozza bulgara vada oltre i requisiti minimi della direttiva UE sulla trasparenza retributiva. Lo si potrà capire solo quando una legge definitiva sarà approvata e il suo testo potrà essere confrontato con la direttiva.

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Author

Karl Engelvuori

Co-founder, CEO

Karl Engelvuori is the co-founder and CEO of Evenpay. At Evenpay he leads sales, partnerships and thought leadership, helping European employers turn pay transparency from a compliance requirement into a competitive strength.

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