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Trasparenza retributiva in Slovenia

In preparazione Ultimo aggiornamento 15 Ottobre 2026
  • Richieste di informazioni retributive Da definire

    I dipendenti possono chiedere il proprio livello retributivo e i livelli medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, suddivisi per sesso.

La Slovenia non ha pubblicato una misura di recepimento specifica per la direttiva. Non esiste un disegno di legge né una legge approvata che introduca un nuovo pacchetto di trasparenza retributiva per i datori di lavoro. Oggi l’unico riferimento normativo concreto è la legge sui rapporti di lavoro già in vigore.

Esiste un progetto chiamato PAY DAY a supporto dell’attuazione, ma è un’iniziativa di rafforzamento delle competenze, non un atto legislativo, e non crea di per sé obblighi giuridici. Finché non comparirà un testo pubblico di recepimento, in Slovenia i datori di lavoro operano nel quadro preesistente sulla parità retributiva, non in un nuovo regime specifico per la direttiva.

La decorrenza di eventuali obblighi principali specifici per la direttiva risulta da definire. Non esiste ancora un calendario confermato per il superamento della disciplina attuale.

Il provvedimento

Legge o provvedimento
Il programma legislativo del governo prevede la preparazione della legge sull’attuazione della parità retributiva tra donne e uomini attraverso la trasparenza retributiva; resta in vigore la normativa esistente sulla parità retributiva, la ZDR-1.
Decorrenza degli obblighi principali
Da definire
A chi si applica
L’ambito di applicazione specifico per la direttiva è ancora da definire

Cosa prevede la legge

Stiamo ancora verificando i requisiti di dettaglio sulle fonti ufficiali. I dati confermati sono nel riepilogo qui sopra e nella sezione Fonti.

Slovenia: le differenze rispetto alla direttiva

Non è stato individuato alcun disegno di legge o misura approvata specifica per la direttiva. L’articolo 133 della ZDR-1 impone la parità di retribuzione per lo stesso lavoro e per un lavoro di pari valore, a prescindere dal sesso; il progetto PAY DAY resta solo un supporto all’attuazione.

Cosa significa per i datori di lavoro

Per ora in Slovenia la conformità si basa sulla legge sui rapporti di lavoro (ZDR-1), in particolare sugli articoli 6 e 133. Queste disposizioni impongono già la parità di retribuzione per lo stesso lavoro e per un lavoro di pari valore, a prescindere dal sesso, e vietano la discriminazione. È una base che si applica oggi e non dipende dai tempi della direttiva.

Diversi aspetti di cui si occupa la direttiva, come il diritto del lavoratore all’informazione retributiva, la comunicazione della fascia retributiva in fase di selezione, le domande sulla retribuzione precedente e il modello di comunicazione, non sono ancora definiti per la Slovenia. In questa fase non risulta alcun modello di comunicazione confermato, quindi non conviene dare per scontato un particolare formato o metodo di calcolo.

  • Mantieni aggiornati i controlli esistenti su parità retributiva e non discriminazione previsti dalla ZDR-1, che restano lo standard applicabile.
  • Tieni d’occhio il portale legislativo per un eventuale disegno di legge specifico per la direttiva, finora non individuato.
  • Non dare per scontata alcuna regola su comunicazione, fascia retributiva o retribuzione precedente, perché questi dettagli non sono ancora definiti.
  • Considera PAY DAY un supporto alla preparazione e non un requisito di conformità, perché non è una misura legislativa.

Controlli e questioni aperte

Autorità competente
Ministero del Lavoro, della Famiglia, degli Affari sociali e delle Pari opportunità
Organismo per la parità
Difensore del principio di uguaglianza
Cosa potrebbe ancora cambiare
La preparazione normativa ufficiale risulta ora verificata nel programma legislativo del governo, separatamente dal supporto PAY DAY. La data prevista dal programma per l’esame del governo, il 15 settembre 2026, è passata, e l’obiettivo di approvazione parlamentare entro il 30 novembre 2026 è un piano, non una prova di avanzamento o di approvazione. La bozza dispositiva attuale e la fase parlamentare effettiva restano da verificare; non si deducono nuovi obblighi per i datori di lavoro né date di entrata in vigore.

Domande frequenti

La Slovenia ha approvato una legge di recepimento della direttiva UE sulla trasparenza retributiva?

No. Per la Slovenia non risultano disegni di legge pubblici o misure approvate specifici per la direttiva. L’unico testo normativo rilevante resta la legge preesistente sui rapporti di lavoro.

Che cos’è il progetto PAY DAY in Slovenia?

PAY DAY è descritto come un progetto di supporto all’attuazione, non come una proposta legislativa. Non crea obblighi giuridici e quindi non va trattato come un requisito di conformità.

Quali regole sulla parità retributiva si applicano oggi ai datori di lavoro in Slovenia?

I datori di lavoro sono vincolati dalla legge sui rapporti di lavoro (ZDR-1), in particolare dagli articoli 6 e 133, che impongono la parità di retribuzione per lo stesso lavoro e per un lavoro di pari valore, a prescindere dal sesso, e vietano la discriminazione. È la base esistente, distinta da eventuali future regole specifiche per la direttiva.

Quando scattano in Slovenia i nuovi obblighi di trasparenza retributiva?

La decorrenza degli obblighi principali risulta da definire. Non è ancora stato individuato un calendario confermato.

In Slovenia esiste un modello definito di comunicazione dei dati sul divario retributivo di genere?

Non è stato individuato alcun modello di comunicazione. Per ora i datori di lavoro non dovrebbero dare per scontato un particolare formato di comunicazione o una particolare ripartizione dei calcoli.

Quali autorità vigilano sulla parità retributiva in Slovenia?

L’autorità competente è il Ministero del Lavoro, della Famiglia, degli Affari sociali e delle Pari opportunità, mentre il Difensore del principio di uguaglianza svolge il ruolo di organismo per la parità.

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Author

Karl Engelvuori

Co-founder, CEO

Karl Engelvuori is the co-founder and CEO of Evenpay. At Evenpay he leads sales, partnerships and thought leadership, helping European employers turn pay transparency from a compliance requirement into a competitive strength.

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